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Serie A baseball: la Fibs mette con le spalle al muro il BSC Rovigo

Luci e ombre sul futuro del Baseball Softball Club Rovigo targato Itas Mutua. E’ proprio il caso di dirlo dopo gli ultimi sviluppi organizzativi in vista del prossimo campionato di Serie A di baseball, che per il secondo anno consecutivo vedrà al via la squadra di vertice della società rossoblù. Dopo la splendida stagione da poco conclusa con il primo posto nella Poule Salvezza, la qualificazione alla Coppa Italia e la conseguente conquista del titolo di testa di serie, la squadra rodigina si trova ancora una volta con le spalle al muro per via dell’incompletezza del suo impianto. A creare grattacapi questa volta è la mancanza di un sistema di illuminazione a norma che consenta lo svolgimento delle partite in notturna. Condizione che la Fibs pare ritenere indispensabile per presentarsi ai nastri di partenza del prossimo torneo: senza un impianto di illuminazione omologato non sarebbe possibile giocare le eventuali partite di playoff.

Sull’implementazione dell’impianto luci del campo di via Vittorio Veneto in Tassina è stato avviato da tempo un dialogo con il Comune di Rovigo. Impossibile, però, intervenire in tempo per il via della prossima Serie A. Altrettanto difficile prevedere l’evoluzione di una situazione che sembra più che mai ingarbugliata. Domenica mattina il quadro potrebbe definirsi a seguito di una riunione federale. Sul tavolo non solo la “questione luci” della società polesana ma anche nodi da sciogliere che coinvolgono altre società che, pur avendo conquistato sul campo il diritto alla Serie A, faticano a tenere il passo delle corazzate più strutturate nel panorama italiano del batti e corri, soprattutto dal punto di vista economico.

“E’ una situazione non totalmente in mano nostra e per questo ci lascia un po’ perplessi – commenta il presidente rossoblù Boniolo – Il nostro progetto sportivo per il 2023 ormai è ben definito e non può essere modificato. E’ una situazione complicata. Dopo la riunione di domenica vedremo che misure adottare per organizzarci di conseguenza”. A Rovigo ritorna lo spettro di un diamante non omologato. L’ipotesi di una esclusione dalla massima serie per mancanza di impianto di illuminazione adeguato, seppur remota, rientra nel ventaglio delle possibilità. Se così fosse, Rovigo sarebbe costretto per la seconda volta nella sua storia a rinunciare a una categoria per via di un impianto incompleto (la prima fu a causa degli spogliatoi).

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